Il volto di
Salsomaggiore Terme si costruisce velocemente alla
fine dell'800 assumendo uno stile particolare che, se ha caratteristiche comuni alle altre Villes d'Eaux europee, con le quali doveva competere, ha pure peculiarità che ne segnano l'aspetto attuale, dopo trasformazioni anche profonde.

Se infatti possiamo parlare ancora oggi di
Salsomaggiore Terme come città Liberty, dobbiamo intendere tale termine nel senso più ampio includendovi, accanto ad episodi propriamente Liberty (come la
gabbia del Pozzo Scotti e la
pensilina dell'ex Grand Hotel des Thermes dovuti ad Alessandro Mazzucotelli) una rigogliosa
stagione Decò di cui l'edificio delle
Terme Berzieri è uno dei campioni più straordinari e grandiosi.
A questo si possono aggiungere pesanti interventi eclettico novecenteschi ( come l'edificio delle poste e la Stazione Ferroviaria) fino alle copie, repliche, citazioni che continuano ad essere adoperate come ornamento di balconi, vetrine, arredo urbano pubblico e privato.
Una città, quindi, con una
vocazione alla decorazione scenica che inizia nei tempi dei Liberty "storico" - alla fine del secolo scorso -
conferendo qualità estetica ad un paesaggio quasi industriale, fino a costruire con una unità stilistica propria delle città termali europee, una raffinata macchina teatrale dello svago, da vivere più passeggiando sui lunghi viali che incontrandosi in piazza come nelle vicine città padane.
Oggi la passeggiata per la città, anche se non ci mostra una città museo, ci può spingere ad un gioco di letture, di rimandi.
Il volto attuale della città del Liberty è segnata dalla presenza di
due monumenti simbolo della città termale:
le Terme Berzieri (1923) ed il
Grand Hotel des Thermes (1900) - oggi Palazzo dei Congressi.
Il primo, faraonico tempio del Decò, fu
progettato dagli
architetti Giusti e Bernardini con una grandiosità che la realizzazione finale avrebbe ridimensionato lasciando Giusti l'unico responsabile dell'esecuzione dei lavori unitamente a Galileo Ghini che ne attuò le decorazioni (anche se il trittico centrale raffigurante il mito salutistico di Igea, è opera di G.Moroni).
Il
secondo, grande albergo di inizio secolo (voluto da Ritz e Pyffer ispirato ad una concezione alberghiera internazionalista) è carico di riferimenti a culture d'occidente e d'oriente,
frutto dell'esperienza nel Siam di Galileo Ghini. Oltre questi, tanti episodi minori, più o meno noti, costituiscono il leit-motiv che rende omogeneo il volto di questa città-giardino e che hanno definito in termini scenografici la dimensione europea di Salsomaggiore Terme.